Storia
Fonderia Piccin è una realtà produttiva nata nel 1977, specializzata nella produzione di fusioni in alluminio in sabbia e conchiglia. Nel tempo ha consolidato competenze e know-how nella formatura di getti di piccole e medie dimensioni, lavorando su serie anche molto importanti e mantenendo un elevato standard qualitativo.
L’azienda opera in settori che richiedono prestazioni tecnologiche elevate – come componenti a tenuta di pressione – e affianca la qualità funzionale a un’attenzione concreta per estetica e finitura. Un approccio industriale completo che va dalla fusione grezza fino alla lavorazione finita, includendo processi meccanici, verniciatura, lucidatura e trattamenti termici.
La sfida
Per un’azienda energivora come Fonderia Piccin, l’energia rappresenta una leva strategica: incide sui costi, sulla programmazione produttiva e sulla continuità operativa. La sfida era ridurre in modo misurabile l’esposizione ai rincari, migliorare la stabilità nel tempo e aumentare l’autonomia energetica senza compromettere le esigenze dell’attività quotidiana.
Per questo motivo l’azienda ha scelto di investire in un impianto fotovoltaico industriale da 263,50kWp, progettato per massimizzare l’autoconsumo e ottimizzare le prestazioni nel lungo periodo. L’intervento prevede l’installazione di 620 moduli da 420 Watt Jinko Solar, abbinati a tecnologia SolarEdge con 312 ottimizzatori e 2 inverter solaredge, garantendo controllo, efficienza e monitoraggio puntuale.
I risultati sono concreti: l’impianto consente un autoconsumo medio annuale stimato del 58,9%, con un risparmio annuo di circa 46085€. Un beneficio reale che si traduce in riduzione dei costi energetici e maggiore autonomia operativa.
Ma l’impatto è anche ambientale: grazie a questo progetto, Fonderia Piccin evita circa 64 tonnellate di CO₂ ogni anno. Che equivalgono a 3.189 alberi piantati in un anno. Un passo concreto verso un modello industriale più responsabile, efficiente e sostenibile.








