
C’è un momento, a volte impercettibile, in cui nel vortice delle attività quotidiane ci si ferma. Non per stanchezza, ma per intuizione. Uno sguardo fuori dalla finestra dell’ufficio, un silenzio condiviso durante una pausa caffè, una frase detta con il cuore: “Possiamo restituire qualcosa al mondo che ci circonda?”
Da questa semplice domanda — che contiene in sé un’energia trasformativa — nasce Eureka Solidale, non come iniziativa di CSR tradizionale, ma come progetto solidale aziendale e scelta profonda. Una scelta che nasce tra colleghi, nel cuore vivo dell’azienda, da un moto autentico di responsabilità umana prima ancora che aziendale.
Perché la sostenibilità non è solo fotovoltaico, efficienza energetica e impatto ambientale. È anche comunità, empatia, equità. È accorgersi degli altri. Di chi resta indietro. Di chi ha bisogno, ma non chiede.
Eureka Solidale Trento è un progetto concreto, ciclico e collettivo. Ogni tre mesi organizziamo raccolte solidali aziendali di beni di prima necessità, tra cui:
Creiamo uno spazio fisico dedicato, riconoscibile, accogliente. Ogni dipendente può portare qualcosa. Ogni scatola, ogni busta è un frammento di cura.
Ma non finisce qui: ogni raccolta è coordinata con partner solidali affidabili come:
Ci assicuriamo che ogni donazione arrivi a destinazione, con impatto sociale misurabile e comunicabile.
“Chi salva una vita, salva il mondo intero.” — Talmud babilonese
In Italia, oltre 1,2 milioni di bambini vivono in povertà assoluta (ISTAT 2024). Non è un numero lontano, non è un problema degli altri. È qui. Nelle nostre città, nelle scuole dei nostri figli, nei supermercati che frequentiamo ogni giorno.
La povertà non è sempre visibile. Spesso si nasconde dietro dignità silenziose: famiglie che non possono permettersi un dentista, un nuovo paio di scarpe, una merenda dignitosa.
E allora: qual è il ruolo delle imprese di fronte a tutto questo?
In un’epoca in cui le disuguaglianze aumentano, i bisogni si moltiplicano e molte fragilità restano invisibili, le imprese non possono più chiamarsi fuori. Non possono più permettersi — né umanamente né strategicamente — di considerare la solidarietà come qualcosa di “esterno” al loro perimetro operativo.
Oggi, fare impresa significa anche fare comunità. E questo cambia tutto.
L’impresa non è più soltanto un luogo in cui si produce, si lavora, si competono mercati.
È — o può diventare — un soggetto sociale attivo, capace di incidere nel tessuto della società, generando impatti positivi tangibili.
E non si tratta solo di filantropia. È una visione evoluta di CSR (Corporate Social Responsibility), di cosa significhi prosperare oggi.
Dal profitto alla cura: un cambio di paradigma
Per decenni si è pensato che la funzione primaria dell’impresa fosse generare profitto per gli azionisti. Ma oggi, un numero crescente di aziende consapevoli sta abbracciando un paradigma nuovo: quello dell’impresa come presidio di umanità.
Un luogo dove il valore economico non si contrappone al valore etico, ma lo include.
Essere competitivi, crescere, investire: tutto questo è fondamentale. Ma non può più avvenire a costo dell’indifferenza.
Oggi il mondo guarda alle aziende non solo come a motori economici, ma come a punti di riferimento etico e civile. E la reputazione aziendale si costruisce anche — e sempre più — su questi terreni.
La scelta di Eureka: un’impresa che si fa carezza
Noi di Eureka Srl, Società Benefit, abbiamo scelto consapevolmente di non limitarci al profitto.
Abbiamo deciso che l’energia che produciamo non può essere solo elettrica. Deve essere anche energia umana.
Con Eureka Solidale, vogliamo essere qualcosa di più di una buona azienda: vogliamo essere un luogo che abbraccia, che si accorge, che offre valore a chi ne ha meno, senza tornaconti, senza retorica.
Il valore umano: una comunità che partecipa
Siamo convinti che un’impresa non sia un insieme di ruoli o reparti, ma una comunità di persone. Ogni raccolta diventa un rito gentile: si portano oggetti, ma si condividono storie.
Come ha scritto una collega in forma anonima:
“È bello sapere che ogni scatola che riempiamo insieme è un gesto che arriva lontano, anche se non lo vedremo mai. È come mandare un abbraccio nel vento, e sapere che qualcuno, da qualche parte, lo sentirà.”
Domande per chi legge
Un progetto che cresce: i prossimi passi di Eureka Solidale
Nei prossimi mesi prevediamo:
Stiamo lavorando a un kit solidale per le aziende partner e a un piccolo Osservatorio del Bene, per raccontare in modo trasparente l’impatto reale di ogni raccolta.
Ti accompagniamo passo dopo passo: dalla diagnosi energetica iniziale alla strategia personalizzata, fino alla realizzazione dell’impianto e alla gestione delle comunità energetiche. Ogni progetto è costruito su misura.
Sì. Ci occupiamo direttamente della documentazione tecnica, della progettazione e dell’accesso agli incentivi (Transizione 5.0, PNRR, ZES Green, ecc.), evitando errori che possono compromettere i benefici fiscali.
Offriamo soluzioni integrate. Non vendiamo solo pannelli, ma costruiamo una strategia completa e sostenibile: fotovoltaico, CER, accumulo, carbon credit, PayPerSun. Un unico partner per tutti gli aspetti energetici, finanziari e normativi.
Certo. Il nostro obiettivo è che l’impianto sia solo l’inizio. Monitoriamo, analizziamo e ottimizziamo nel tempo le performance energetiche e fiscali, garantendo un vantaggio duraturo.
La consulenza è gratuita e senza impegno. Ti forniamo un’analisi preliminare dei consumi e delle opportunità per capire cosa può fare davvero la tua energia.
“Chi salva una vita, salva il mondo intero.” — Talmud babilonese
In Italia, oltre 1,2 milioni di bambini vivono in povertà assoluta (ISTAT 2024). Non è un numero lontano, non è un problema degli altri. È qui. Nelle nostre città, nelle scuole dei nostri figli, nei supermercati che frequentiamo ogni giorno.
La povertà non è sempre visibile. Spesso si nasconde dietro dignità silenziose: famiglie che non possono permettersi un dentista, un nuovo paio di scarpe, una merenda dignitosa.
E allora: qual è il ruolo delle imprese di fronte a tutto questo?
In un’epoca in cui le disuguaglianze aumentano, i bisogni si moltiplicano e molte fragilità restano invisibili, le imprese non possono più chiamarsi fuori. Non possono più permettersi — né umanamente né strategicamente — di considerare la solidarietà come qualcosa di “esterno” al loro perimetro operativo.
Oggi, fare impresa significa anche fare comunità. E questo cambia tutto.
L’impresa non è più soltanto un luogo in cui si produce, si lavora, si competono mercati.
È — o può diventare — un soggetto sociale attivo, capace di incidere nel tessuto della società, generando impatti positivi tangibili.
E non si tratta solo di filantropia. È una visione evoluta di CSR (Corporate Social Responsibility), di cosa significhi prosperare oggi.
Per decenni si è pensato che la funzione primaria dell’impresa fosse generare profitto per gli azionisti. Ma oggi, un numero crescente di aziende consapevoli sta abbracciando un paradigma nuovo: quello dell’impresa come presidio di umanità.
Un luogo dove il valore economico non si contrappone al valore etico, ma lo include.
Essere competitivi, crescere, investire: tutto questo è fondamentale. Ma non può più avvenire a costo dell’indifferenza.
Oggi il mondo guarda alle aziende non solo come a motori economici, ma come a punti di riferimento etico e civile. E la reputazione aziendale si costruisce anche — e sempre più — su questi terreni.
Fare solidarietà non è solo un gesto etico, ma anche un atto di responsabilità sociale.
Un’azienda oggi non è soltanto un motore economico: è parte integrante del territorio e della comunità in cui opera.
Occuparsi di solidarietà significa:
La trasparenza è un pilastro di Eureka Solidale.
Ogni raccolta è organizzata in collaborazione con partner riconosciuti come UNICEF e I Bambini delle Fate, che garantiscono il corretto utilizzo e la tracciabilità delle donazioni.
Inoltre, stiamo sviluppando un Osservatorio del Bene, dove pubblicheremo periodicamente dati, storie e testimonianze per mostrare in modo chiaro e misurabile l’impatto di ogni iniziativa.
Il progetto prevede una cadenza trimestrale con raccolte stagionali:
Assolutamente sì. Eureka Solidale è un progetto aperto.
Enti locali, associazioni di volontariato, cooperative e gruppi di cittadini possono unirsi alle nostre iniziative, proporre punti di raccolta, attivare collaborazioni o semplicemente partecipare con donazioni.
L’obiettivo è creare una rete diffusa di solidarietà, capace di unire aziende, istituzioni e persone in un unico movimento di cura.
Ogni gesto di solidarietà, anche piccolo, può diventare parte di un progetto più grande.
Con Eureka Solidale la tua azienda, il tuo ente o il tuo gruppo di colleghi possono fare la differenza concreta.
Scrivici e unisciti alla nostra rete solidale.